Viaggio mentale da Lawnmarket a West port

Chiudo gli occhi, respiro.

Salgo gli scalini di Lady Stair’s, attraverso la piazzetta del Writers Museum, cammino sulle frasi scolpite nella pietra, attraverso James Court, slalom fra i fusti vuoti di birra del retro del pub e passo da St. James Close. Sta iniziando a piovere, ok, niente, attraverso Royal Mile e m’infilo in Fisherman’s Close, spero non ci sia l’uomo col mantello nero nascosto lì dietro l’angolo per spaventare i turisti perchè uno di questi giorni mi farà venire un infarto, mi godo il silenzio del vicolo per dieci metri, ritorno alla luce di Victoria Street, scendo rapida le scale che puzzano di piscio, l’Elfo disegnato sul muro mi strizza gli occhietti, do’ un occhiata al Finnegan’s Wake di fronte a me, sento già il sapore della Guinness, faccio mentalmente il calcolo di che giorno è oggi, se è giovedì andiamo stasera che c’è la band col violinista pazzo, continuo la mia camminata, scendo veloce la strada, i turisti arrancano nella salita opposta, sorrido pensando che i primi tempi anch’io arrancavo, sento l’odore di formaggio del negozio di formaggio, poi quello del tea del negozio di tea, do’ un’occhiata rispettosa ai vecchi libri in pelle della Old Town Bookshop e procedo, butto un occhio a sinistra, il Negozio di Natale Aperto Tutto L’anno, continuo, giro verso destra, uno sguardo al Budget Backpackers, e eccomi in Grassmarket, l’ultima meravigliosa fatica prima di buttarmi sul divano con caffè e sigaretta in mano, guardo i ragazzi fuori dai pub con le birre, ridono e scherzano, io ho le mani in tasca e ascolto New Slang degli Shins, uno sguardo a sinistra e sento l’odore di pelle vecchia dei vestiti di Armstrong, e’ spuntato di nuovo il sole, cammino e guardo in sù, il castello fa il suo pomposo ingresso annunciato dal verde della collina, rendo mentalmente omaggio e attraverso la strada, spingo il bottone del semaforo (tre, due, uno, bip, andiamo), guardo il Salvation Army-Women Hostel-College of Art, mi dico che una volta o l’altra mi decido ad entrare, perché un posto con un nome così deve essere bello per forza, e via con la salita di West Port, guardo in terra, sta arrivando la mattonella sconnessa, ci salgo sopra, vedo i libri in terra della libreria di seconda mano, annuso il profumo di carta umida dopo che ha piovuto, significa che sono vicina, ecco il mio portone rosa, lo apro, l’odore di spazzatura, muffa, umido del giardino e del muschio m’invade e so che sono arrivata a casa.

fdgds

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...