“Da questa sedia è infinitamente più vicina Londra che non la 17th Street”

Cari lettori appassionati,

voi che amate i libri, ma che li amate proprio fisicamente: si proprio voi che li accarezzate e li annusate. Voi che spendereste un patrimonio per una bella vecchia edizione relegata trovata su una bancarella di Portobello. Voi che un libro ritrovato in una vecchia soffitta polverosa vi sembra la mappa del tesoro di Willy l’Orbo. Piccoli anobii divoratori di carta che amate i libri vecchi delle piccole librerie che sanno di polvere e di muffa. Voi amici bibliofili che se comprate un libro usato e ci trovate dentro una dedica, una macchia di caffè o un passaggio segnato vi emozionate fino alla commozione. E’ a VOI mi rivolgo:

La prossima volta che vi trovate a passeggiare fra gli scaffali di una libreria, quando arrivate alla lettera H soffermatevi un momento, non correte subito verso Hawtorne, Hemingway, Hesse e Hornby, tornate indietro di un paio di passi e sbirciate fra i libri…può darsi che ci siate passati davanti già svariate volte e non l’abbiate mai visto: è bianco, piccolo (11,5cm x 16,5cm x 100 pag), la scrittrice è Helene Hanff , si chiama 84, Charing Cross Road, ed è un vero gioiello.

Helene vive a New York. Lavora come lettrice di sceneggiature per la Paramount, scrive per la tv e anche libri per bambini, ma vorrebbe scrivere per il teatro. Abita in un monolocale senza riscaldamento sulla 95°est ed ha l’eleganza di un barbone di Broadway. Non ha potuto frequentare l’Università per motivi economici, ma a 17 anni ha trovato per caso in biblioteca un saggio di un professore di Cambridge (Quiller-Couch aka Q), e proprio grazie a lui ha sviluppato una sfrenata passione per l’Inghilterra e la letteratura inglese. Ma soprattutto Helene nutre un amore sviscerato per i libri ed ha un suo spassoso e personalissimo rapporto con loro.

Mi piacciono moltissimo i libri usati che si aprono alla pagina che l’ignoto proprietario precedente apriva più spesso. Quando è arrivato Hazlitt, il volume si è aperto proprio alla pagina che diceva “odio leggere libri nuovi”, al che ho esclamato “amico!” allo sconosciuto proprietario che mi aveva preceduto.”

In tutto questo però c’è un problema: i libri che lei ama non sono di facile reperibilità e le copie che riesce a trovare da Barnes & Noble sono scarabocchiate o molto costose, e lei non ha soldi. E qui entra in gioco Frank Doel.

Frank è sposato con due figlie, vive a Londra e lavora in una piccola libreria antiquaria al numero 84 di Charing Cross Road, la Marks & Co., è un gentleman straordinariamente inglese, e cerca di trovare alla sua esigente  Miss Hanff ogni libro che lei voglia, accettando amichevolmente i suoi punzecchiamenti.

“Frank Doel, che sta facendo laggiù, proprio un bel NULLA credo, ciondola semplicemente DA UNA SEDIA ALL’ALTRA. […] Con l’arrivo della primavera ho assolutamente bisogno di un libro di poesie d’amore. Ma, per favore, nessun Keats o Shelley, mi mandi dei poeti che sappiano amoreggiare senza cadere nel sentimentalismo, faccia a gusto suo”.

“Caro Velocista, […] Lei forse non se ne rende conto, ma lo sa che sono passati più di due anni da quando li ho ordinati? Se continua con questo ritmo le verrà un infarto.”

84, Charing Cross Road è la raccolta di lettere che Helene e Frank si sono realmente scritti fra il 1949 e il 1969. Attraverso questo scambio epistolare la vivace Helene riesce a “far breccia in quella squisita riservatezza britannica” di Frank e le lettere condite di affetto e umorismo (americano da una parte e molto British dall’altra), seppur rimanendo su un piano professionale e distaccato, in realtà contengono ben più di una semplice lista di libri dai titoli improbabili. La corrispondenza si allarga ben presto anche agli altri dipendenti della libreria e alla moglie di Frank che scrivono alla “Miss Hanff di Frank” offrendoci uno sguardo delicato sulla Londra distrutta dai razionamenti postbellici e sulle loro vite. Ma è soprattutto  la mitica Helen che da parte sua, fra una stravagante richiesta letteraria e l’altra, ci regala adorabili schegge di se stessa:  della sua generosità, simpatia, del suo lavoro, dei suoi sogni di un viaggio a Londra, del suo amore per la letteratura britannica, ma soprattutto della sua passione incontrollata per i libri.

“Dio la benedica per quelle Vite di Walton. E’ incredibile come un libro pubblicato nel 1840 possa essere ancora in così buono stato più di cent’anni dopo. Che pagine stupende, calde, tutte tagliate irregolarmente, ho sentito subito una grande simpatia per il povero T. Gordon che ci ha scritto sopra il suo nome nel 1841, che massa di discendenti sciagurati che si è ritrovato – per essersi rivenduti questo libro a voi per quattro soldi, senza alcun problema.”

“Ogni primavera, faccio le pulizie generali alla mia libreria e elimino i libri che non rileggerò mai più, come elimino i vecchi vestiti che so non indosserò mai più. I miei amici sono strani con i libri. Leggono tutti i best seller, li divorano il più velocemente possibile, penso che saltino un sacco di pagine. E non rileggono MAI nulla una seconda volta, di modo che un anno dopo non ne ricordano più una sola parola. Eppure, se mi vedono buttare un libro nel cestino o darlo via si scandalizzano profondamente.”

Per vent’anni Helene e l’adorabile Frank si sono scritti, spediti libri, cibo e soldi, e per vent’anni lei non ha avuto l’occasione di andare nella sua tanto sognata Londra. L’ha fatto finalmente nel 1970, in occasione della presentazione di questo libro, che è una dichiarazione d’amore per i libri, regalataci da due persone la cui vita è ruotata intorno ai libri e che può essere letta e sicuramente amata da chi a sua volta considera i libri come compagni di vita.

“Lo riempirò tutto di leggeri segni a matita per indicare i passaggi migliori a qualche amatore di libri non ancora nato”

Ho disperatamente cercato gli altri libri di Helene Hanff (La duchessa di Bloomsbury Street, Apple of My Eye, Qs’ Legacy) ma per il momento non ho avuto successo, e non avendo un mio personale Frank che mi aiuti nella ricerca, attendo pazientemente che qualche editore italiano si risvegli dal coma. Nel frattempo per chi volesse vedersi il film: s’intitola come il libro e nei ruoli di Helene e Frank trovate nientepopodimenoche Anne Bancroft e Antony Hopkins.

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